Rhapsody in blue

giovedì 4 marzo 2010

Antonio Ciacca : He his the Man...

A New York un italiano ai vertici del jazz
di Chiara Zamin
Ai piani alti del Jazz Lincoln Center di New York si sente chiamare un nome italiano.
«Antonio, c’è la riunione, we need you», esclama una assistente, quasi con tono di supplica.
Tra una conversazione interrotta a metà, una telefonata di lavoro, e l’ascolto di un pezzo di Duke Ellington, Antonio Ciacca ci chiede di ritornare più tardi.
Dopo un’ora, nel suo ufficio è seduto un giovane pianista jazz afroamericano di Seattle.
«He is the man» , «E’ lui l’uomo che conta», mi sussurra sorridendo, riferendosi ad Antonio mentre questi è fuori dall’ufficio.
Alcuni minuti più tardi il musicista di Seattle riceve direttamente da lui «a benedizione» per una prova al Lincoln Center.
Antonio Ciacca, 40 anni, passa in scioltezza dal ruolo di direttore della programmazione al Lincoln Center (l’unica stagione jazzistica al mondo permanente) a quello di compositore e pianista jazz. Ha pubblicato un libro di 40 composizioni originali e si è già esibito con i grandi del jazz, come Lee Konitz, Art Farmer, Benny Golson, Steve Lacy e Wynton Marsalis, direttore artistico del Jazz Lincoln Center.
«Marsalis ha una idea sul taglio da dare alla stagione musicale, e io decido quale musicista meglio si addice per il tipo di concerto che abbiamo in mente.
Lo scorso autunno abbiamo dedicato, ad esempio, un festival alla grande Mary Lou Williams (colei a cui si sono ispirati Miles Davis, Charlie Parker, Thelonious Monk, Bud Powell, Tadd Dameron e altri) e io mi sono occupato della scelta degli artisti più adatti a valorizzare il suo stile».
La sua passione per il jazz si accese quella sera del 9 febbraio del 1989, quando, a completo digiuno di musica jazz, assistette al concerto di Wynton Marsalis a Bologna.
«Si apriva davanti ai miei occhi, il mondo sconosciuto del swing», racconta Ciacca.
Rapito dal carisma di Marsalis, decise di incontrarlo terminata la serata.
Dalle montagne di Volturino, Foggia, dove aveva vissuto infanzia e adoloscenza, si trasferisce a 19 anni a Bologna, e si iscrive al Conservatorio di Musica specializzandosi in pianoforte.
«Mia madre e’ sempre stata una appassionata di musica, le piaceva ballare il liscio, ma il jazz per noi era territorio inesplorato».
A Siena frequenta il corso in musicologia afroamericana di Marcello Piras.
Si addentra nella storia musicale tanto amata dal grande Marsalis.
«Studiavamo le origini del jazz e le scoperte delle partiture di fine ‘800 dei pianisti di Harlem. Ci occupavamo della musica di Louis Moreau Gottschalk, un pianista americano di origine creola che aveva studiato musica a Parigi».
«Il corso in musicologia era unico nel suo genere. Negli Usa non si studiava questa materia e Marsalis spesso mi diceva che un giorno avrebbe voluto produrre quella musica», racconta Ciacca. Il momento giusto arriva nel 2007 quando rispondendo ad una offerta di lavoro del Lincoln Center che prevedeva la stesura di un progetto musicale, riceve la telefonata della sua vita. «Antonio, abbiamo scelto te per la posizione di direttore della programmazione del Lincoln Center», gli comunica Wynton Marsalis. Ciacca prepara le valigie e insieme a moglie e 5 figli si trasferisce a New York. Il lavoro di produzione delle vecchie partiture continua ancora oggi. «Di “Jump for joy” di Duke Ellington, ad esempio, non ci sono le partiture ma solo una vecchia registrazione. Io e Wynton abbiamo in mente di riscriverla e produrla per il 2012», racconta Ciacca. «Di “Jump for joy” di Duke Ellington, ad esempio, non ci sono le partiture ma solo una vecchia registrazione. Io e Wynton abbiamo in mente di riscriverla e produrla per il 2012», racconta Ciacca. Ma questo è solo un aspetto del suo incarico. Per il quarto anno consecutivo il Lincoln Jazz Center ha vinto infatti la gara d’appalto lanciata dalla Casa Bianca per l’organizzazione di concerti di rappresentanza all’estero. A selezionare i jazzisti americani idonei per il progetto, è ancora lui, Antonio Ciacca. In occasione del suo compleanno, il prossimo 15 marzo al Lincoln Center di New York, l’artista si esibirà accompagnato dai musicisti Grant Stewart, Joe Locke, David Wong & Francisco Mela Il 5-8 maggio 2010 al Parma Jazz Festival, il pianista italiano presenterà il suo nuovo cd “Lagos Blues”. (Wynton Marsalis, direttore artistico al Lincoln Jazz Center, è compositore e trombettista. Artista pluripremiato, vincitore tra le varie, del premio Pulitzer, con il suo oratorio sulla schiavitù "Blood on the Fields", la prima composizione jazz a vincere il prestigioso riconoscimento)

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2010/03/new-york-ciacca-vertici-jazz.shtml?uuid=05cbe9ba-262e-11df-a13d-158f9b56f08f&DocRulesView=Libero

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