Rhapsody in blue

mercoledì 31 marzo 2010

E' morto Nicola Arigliano

(ANSA) - ROMA, 31 MAR -
E' morto questa notte intorno alla mezzanotte Nicola Arigliano.
Il cantante, 87 anni, abitava in un istituto per anziani a Calimera (Lecce).
Tra i suoi maggiori successi ricordiamo : Un giorno ti diro', Amorevole, I sing ammore, My wonderful bambina, I love you forestiera.
Nel '58 partecipo' a Canzonissima e poi fu ospite fisso insieme con Mina in un programma condotto da Lelio Luttazzi.
I funerali si svolgeranno domani a Squinzano, dove l'artista e' nato.
Addio caro Nicola ...
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Michele Manzotti
Ricordo Di Arigliano

La carriera di Arigliano inizia molto presto, ma è alla fine degli anni ’50 che arriva il grande successo.
Nel 1956 presenta i suoi primi di dischi a 78 giri per la Rca (tra cui A tazza 'e caffe'/Zitto zitto zitto, Spatella 'argento/Scetate), poi escono gli extended play Festival del jazz Sanremo 1959 (tra cui Un giorno ti dirò e I sing ammore dove è accompagnato da Franco Cerri alla chitarra).
Con il passaggio al 45 giri Arigliano ottiene un grandissimo successo con Simpatica brano di Garinei, Giovannini e Kramer.
Partecipa all'edizione 1958-59 di Canzonissima, al Cantatutto, a Sentimentale, programma condotto da Lelio Luttazzi (ospite fisso con Mina) e a vari festival jazz, mettendosi in luce con il suo stile da crooner.
Nella prima metà degli '60 ottiene un grande successo per brani come, Amorevole, My wonderful bambina ma anche con le sue particolari interpretazioni di My Funny Valentine e Arrivederci (di Umberto Bindi) entrate a far parte dei classici da night.
Nel 1964 partecipa al Festival di Sanremo con 20 chilometri al giorno, brano che non andò in finale ma che è rimasto stabilmente nel suo repertorio.
Alla fine degli anni ’60 decide di ritirarsi in campagna, prima in provincia di Piacenza poi a Magliano Sabina.
I soldi guadagnati con la pubblicità gli permettono di dire no a progetti artistici che non lo convincono, anche se partecipa di volta in volta a trasmissioni televisive come “Non stop” nel 1977.
Poi la svolta negli anni ’90 con la pubblicazione dell’album I sing ancora- Live in Matera pubblicato dall’Onyx Jazz Club di quella città.
È l’inizio di una nuova carriera, con la pubblicazione di vari album e di una biografia, fatta di tanti concerti insieme a Giampaolo Ascolese (batteria), Antonello Vannucchi (pianoforte) ed Elio Tatti (contrabbasso) con la vittoria al Premio Tenco e al Premio Ciampi.
Sale nuovamente sul palco di Sanremo: nel 2003 come ospite e nel 2005 come concorrente e vincitore del premio della critica con Colpevole.
E’ l’ultima apparizione in tv, ma fino a quando ha potuto non ha rinunciato a cantare, come lo scorso anno quando è stato festeggiato dai cittadini di Squinzano.
http://www.drammaturgia.it/recensioni/recensione1.php?id=4475
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Francesco Adinolfi
A 87 anni scompare il cantante di «Arrivederci»Nicola Arigliano, addio allo swinger perfetto
L'incontro con Nicola Arigliano, anni fa, nella sua casa di Magliano Sabina, a pochi chilometri da Roma, fu epocale.
Il tinello era stracolmo di marmellate biologiche e teste d'aglio.
«Quelle me le prepara la signora che si occupa della casa».
E l'aglio? «Quello fa campare tanto».
Poi aveva preso una specie di seggiolone e ci aveva schiaffato sopra chi scrive.
Da lì, un'intervista fiume finita con un barattolone «ai mirtilli per regalo». Nicola Arigliano, scomparso nella notte di mercoledì a 87 anni, era incontenibile, un vulcano di ironia e siparietti, pernacchielle a tempo di musica e smorfie da record.
Anche quando gli telefonavi a casa ti rispondeva con quella voce fatta apposta per ingannarti, non lo riconoscevi mai, poi si «disvelava» ed era il primo a riderci sopra.
Negli anni Novanta - con l'avvento della «generazione cocktail» - era tornato di grande attualità; i suoi pezzi impazzavano tra i nuovi lounger e si risentivano anche in radio: I Sing «Ammore», Arrivederci, Permette signorina, My Wonderful bambina, Amorevole, Simpatica.
Arigliano - che dal 2006 risiedeva a Calimera (Lecce) presso il centro per anziani «Gino Cucurachi» - è stato il grande re dei jazz vocalist nostrani.
Non solo: era noto al pubblico per aver prestato la faccia ai caroselli del Digestivo Antonetto («Ed è tanto comodo che lo potete prendere anche in tram!») e per aver incarnato, più di altri la figura dell'entertainer Usa.
Cantante, sassofonista e contrabbassista jazz, aveva suonato e cantato in complessi da ballo dal 1941 al 1953, anno in cui era passato alla voce solista o come lui stesso ci teneva a sottolineare a fare «l'intrattenitore, non il cantante confidenziale, il crooner, come molti mi hanno definito». Influenzato da vocalist quali Billy Eckstine, Arigliano si sarebbe esibito a lungo al Victor Bar di Roma, il primo vero night club della capitale, il luogo più esotico e immaginifico del nostro dopoguerra.
E la sua grande rilevanza sta tutta qui, non tanto nella carriera discografica, peraltro fitta di pezzi sempre educatissimi e splendidamente arrangiati, quanto nell'aver contribuito ad edicare in prima persona una cultura del night nel nostro paese.
Opera tutt'altro che semplice se si considera che i gestori dei locali notturni, non pensavano affatto al jazz ma al «galoppo», al ballo a tutti i costi.
Arigliano al tempo aveva 30 anni, chiedeva di volare alto, ma niente.
Doveva limitarsi a serenate di poco conto, cantate quasi in faccia alla coppia di turno, una specie di sottofondo per effusioni da gran soirée.
«Facevo il paraninfo - ricordava -. Volevo swingare come un pazzo, ma nemmeno a parlarne. In occasione di Capodanno o altre grandi feste cercavo di darmi malato, era troppo frustrante».
Lo swing che Arigliano inseguiva disperatamente era quello di Benny Goodman, Louis Armstrong o Billie Holiday, era un modo di interpretare un brano che non rimandava a un genere preciso, lo swing appunto, ma che da quel genere prendeva in prestito tutta l'immediatezza comunicativa.
Ed era solo questo che Nicola sognava.
In realtà conosceva inoltre molto bene le regole di questo nostro paese, sapeva che nei night club degli anni Cinquanta e Sessanta si faceva la fame, che si imitavano gli americani ma che si viveva pur sempre in Italia.
Che ci si sarebbe dannati pur di cantare anche per una sola sera Cocktails for Two o One for My Baby.
E invece niente, a quelli come lui toccavano mille versioni di Anema e core oppure di Luna Rossa. Quello agognava il pubblico, quello richiedevano i locali, tutti dovevano capire, altrimenti c'era sempre uno che dal tavolo in fondo si sgolava: «Canta italiano».
Sarà anche per questo che la dizione di Arigliano era impeccabile, fluida, avvolgente.
Victor Tombolini, re di via Veneto a Roma e delle notti del dopoguerra, lo sapeva bene e per quello lo volle come resident vocalist del locale (rilevato da Oliviero Comparini nel 1957, sarebbe poi diventato il mitico Club 84 della Dolce vita).
Nel terrificante mondo virtuale di X Factor o Amici, la carriera di Arigliano sembra una favola da Marte, odora di programmi tv (Canzonissima, Sentimentale con Mina e Luttazzi), rassegne (dal jazz a Sanremo al Premio Tenco), collaborazioni (su disco e non), centinaia di concerti.
L'unico rammarico è che nella parte finale della carriera non riuscì a intercettare i nuovi stimoli che arrivavano dall'ondata lounge; dal vivo continuò a legarsi a jazzmen adulti e navigati anziché aprirsi anche a giovani musicisti/dj adoranti che lo avrebbero rivestito di una travolgente contemporaneità.
I funerali si terranno oggi, alle 16, presso la Chiesa SS. Maria Annunziata di Squinzano (Lecce) dove era nato.

http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20100401/pagina/13/pezzo/275068/


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http://cverdier.blogspot.com/2007/10/nicola-arigliano-rca-1956-1957.html


Per chi fosse convinto che Nicola Arigliano abbia iniziato la sua carriera con la Columbia è arrivato il momento di rivedere un pò le idee.
Le prime incisioni, il cantante di Squinzano, le ha effettuate a Roma, negli studi allora fantascientifici della RCA Italiana.
Esagero? Provate ad ascoltare la fedeltà di queste registrazioni, master originali dei 78 giri dell'epoca e poi mi direte.
Undici canzoni che suonano come se fossero state registrate oggi.
Ed invece sono passati 50 anni!
Il repertorio è composto da qualche standard, qualche immancabile canzone napoletana ed altri brani dal sapore squisitamente vintage.
A tutti gli archeologi della canzone, buon divertimento!
RCA 1956-195701
'A Tazza 'E Cafè (1956)
2) Spatella 'Argiento (1956)
3)Maruzzella (1956)
4)'E Spingule Frangese (1957)
5)Unchained Melody (1957)
6)La Regina Delle Piramidi (1957)
7)Conçao Do Mar (1957)
8)L'Amore E' Una Cosa Meravigliosa (1957)
9) Songo Americano (1957)
10) Zitto Zitto Zitto (1956)
11) Scetate (1956)

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