Rhapsody in blue

mercoledì 9 giugno 2010

Stefano Rodio : intervista a Mauro Modin



MAURO MODIN


STEFANO RODIO intervista a Mauro Modin
MILANO
Musica e pittura, due passioni che si alimentano come onde, una sull'altra.
Emozioni forti a confronto.
E' così che i grandi musicisti del jazz, in particolare i loro volti, sono finiti sulle tele di Mauro Modin, ora in mostra allo spazio Abbadesse a Milano, via Abbadesse 20 (per prenotare le visite telefonare all'agenzia NickName allo 02/36536746).
Il suo pennello è stato mosso anche dal fatto che con i suoi soggetti ha diviso una parte di strada: con alcuni anche le tournée.
Due anni con Miles Davis per esempio.
Modin ama la musica e nel suo passato ha fatto di tutto pur di poter sentire da vicino le note del jazz suonate dal vivo: anche il tecnico delle luci.


VITA IN MUSICA - Nato nel 1963, prima frequenta il Liceo Artistico di Venezia, poi si trasferisce a Milano, dove frequenta un corso sulla grafica editoriale e fumettistica e scopre le opportunità culturali e sociali della grande città, iniziando la sua esperienza di vita metropolitana. Il corso lo appassiona: va al centro delle problematiche delle tecniche del disegno.
Dopo l'anno di militare Modin inizia la carriera di batterista, esperienza che resta nella sua formazione, anche se poi sarà il pennello a prendere il posto delle bacchette.
«Erano anni folli – ricorda Modin – c’era entusiasmo , voglia di fare, di provare».
Modin approda a Londra , insediandosi in uno di quei quartieri off-limit, Brixton, a prevalentissima popolazione nera.
Lavori saltuari e tanta, tanta musica: concerti ovunque tra squatters e melting pot totale. Ritornato in Italia, Modin è oramai inserito nel circuito concertistico nostrano, non in qualità di strumentista , quanto in qualità di roadie , membro di quella articolata realtà umana che opera a fianco dei musicisti famosi quando costoro sono in tournee.
Modin ha modo di collaborare con tantissimi in auge all’epoca, Simply Mind, Simply Red , Zucchero, Vasco Rossi , Cult , Deep Purple , Pink Floyd , Rod Steward e Miles Davis solo per citarne alcuni.
E IN PITTURA -
Riprende a dipingere, non dimenticando la forte impressione ricevuta qualche anno prima, nell’ambito di un’importante Mostra collettiva presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, dove note figure accademiche lo avevano sollecitato a non abbandonare la strada artistica. Nell’attesa che i tempi siano propizi per iniziare il vero e proprio percorso artistico , si reinserisce nel circuito pittorico, quando il tempo glielo consente, collaborando in modo sempre più attivo con alcuni galleristi, ancora attratto dalla zingaresca vita musicale ma già intuitivamente propenso a seguire la sua naturale vocazione pittorica.
Il giovane artista inizia a far mente locale, impegnandosi , in contemporanea su più versanti creativi, quegli stessi che egli sta scandagliando e perseguendo ancora oggi, in un viatico che si presenta ricco.

Fonte http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/10_giugno_7/mostra-jazz-modin-1703153000792.shtml

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