Rhapsody in blue

sabato 31 luglio 2010

Rassegna"Piove in...JAZZ": Fabrizio Gaudino 4et


Fabrizio Gaudino

Venerdì 6 agosto 2010
Piove di Sacco
Piazzale Serenissima
Ore 21:30
Quarto appuntamento della Rassegna"Piove in ...JAZZ" organizzata dal Padova Jazz Club in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Piove di Sacco. 
Ospite
 
Fabrizio Gaudino Quartet

Fabrizio Gaudino-tromba & flicorno
Danilo Memoli-piano
Luca Pisani-contrabbasso
Oreste Soldano-batteria

 Tony Fruscella Tribute

TONY FRUSCELLA
Tony Fruscella / Atlantic
Aveva un suono di tromba soffice, malinconico, voluttuoso e spesso di sconfinata tenerezza il tormentato Tony Fruscella, oriundo italiano del New Jersey perseguitato dalla sorte fin dalla nascita.
 La sua storia è un melodramma che farebbe la gioia di uno sceneggiatore di film tragici e lacrimosi.
 Nato nel 1927, cresciuto all'orfanotrofio, autodidatta con la musica come unica consolazione, fino a quindici anni studia seriamente il jazz.In piena bebop-era, il sofisticato stilista della tromba suona con Lester Young, Gerry Mulligan, Stan Getz e Brew Moore, rimanendo sempre un "musicista per musicisti". Troppo tardi, nel 1955, registra il primo album a suo nome, questo, che è bellissimo, commovente e fresco di una modernità allora agli inizi. Sette dei nove brani sono firmati dal trombettista e arrangiatore Phil Sunkel, un altro sottovalutato, e il suo bop elegante è un altro pregio del disco. Accompagnato da un affiatato settetto in cui spiccano Allen Eager al sax tenore e Bill Triglia al piano, Fruscella suona con una grazia e un lirismo degni dei Bix Beiderbecke, Chet Baker e Miles Davis d'annata. Ma sfoggia una personalità tutta sua, che avrebbe meritato uno sviluppo più armonico e longevo. Invece, sopraffatto da alcool e droghe, il povero Tony si ammala poco dopo e, a soli 28 anni, sparisce dalla scena del jazz. Sopravviverà solo e dimenticato da tutti fino al 1969, senza ricevere riconoscimenti postumi. L'album Atlantic resta in pratica l'unico mezzo per (ri)ascoltare con piacere intatto un poetico, sublime Tony Fruscella e immaginare cosa avrebbe potuto regalare ancora agli intenditori, se il solito eccesso di frustrazione e autoannientamento, tipico del jazz di quegli anni, non l'avesse ridotto troppo presto al silenzio. Per fortuna c'è questo piccolo capolavoro d'incorrotta purezza.
Giacomo Pellicciotti
For more information
segreteria Padova Jazz Club 049692647

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